Gran Premio di Monaco – Ferrari nel segno di Niki

22 Maggio 2019

Il 66° Gran Premio di Monaco di Formula 1 si apre in un clima di generale tristezza, in seguito alla scomparsa del campione austriaco Niki Lauda, spirato nella notte tra lunedì e martedì all’età di 70 anni. In assoluto è l’edizione numero 77 mentre ricorrono i 90 anni dalla prima volta: era il 14 aprile 1929 e a vincere fu il britannico William Grover-Williams. La gara si è sempre disputata sulle stesse vie del Principato, anche se nel corso degli anni per undici volte è leggermente cambiata la lunghezza del circuito, fino ad arrivare ai 3.337 metri attuali. La Scuderia Ferrari Mission Winnow a Monte Carlo vanta nove successi.

L’esordio. La prima edizione del Gran Premio di Formula 1 risale al 1950, fu il secondo della storia nonché quello che vide il debutto nella massima categoria della Scuderia Ferrari. Alla corsa presero parte 19 vetture ma per dieci di queste tutto terminò al primo giro, per colpa di un’onda anomala. Alla curva del Tabaccaio Giuseppe Farina, con l’Alfa Romeo, andò a sbattere per colpa della strada allagata e venne centrato dalla Maserati di José Froilán González. I due occuparono quasi per intero la carreggiata e molti del gruppo che seguiva non riuscirono ad evitarli: fu carambola. Vinse Juan Manuel Fangio con l’Alfa Romeo ma la Ferrari ottenne il secondo posto con Alberto Ascari.

Trintignant e Lauda. Dopo quell’edizione fu necessario attendere il 1955 per rivedere la gara nel calendario iridato: a vincere fu proprio una Ferrari, la 625 di Maurice Trintignant. Il francese si distinse per la pulizia di guida e approfittò delle disgrazie altrui trionfando dopo essere partito dalla nona posizione, ancora oggi la seconda più arretrata per un vincitore a Monaco. Per la Scuderia nelle stagioni seguenti, benché vincenti, iniziò un rapporto difficile con la corsa del Principato. La riconciliazione con le stradine di Monte Carlo arrivò venti anni dopo, quando proprio Niki Lauda nel 1975 si impose con la 312 T concedendo il bis l’anno dopo.

Jody e Gilles. Nel 1979 la prima fila fu tutta Ferrari con Jody Scheckter davanti a Gilles Villeneuve, ma solo il sudafricano riuscì a mantenere la posizione di partenza. Il canadese si prese la rivincita due anni dopo quando con la 126 CK fu protagonista di una gara senza errori che gli permise di sopravanzare la Williams di Alan Jones a soli quattro giri dal termine. Quello spettacolare successo, il primo di un motore turbo a Monaco, fu celebrato anche dal settimanale americano “Time”, che a Gilles e alla Ferrari numero 27 dedicò addirittura la copertina, come in precedenza era accaduto solo per Jim Clark.

Le tre di Michael. Dopo quel trionfo per la Scuderia fu necessario attendere l’arrivo a Maranello di Michael Schumacher per tornare a gioire. Dopo che nel 1996 aveva ottenuto la pole position senza però terminare la corsa (quella pazza edizione, chiusa da sole quattro vetture, venne vinta dalla Ligier di Olivier Panis, partito 14°), nel 1997 il tedesco con la F310B, sotto la pioggia surclassò gli avversari imponendosi con 53” sulla Stewart di Rubens Barrichello e oltre un minuto sul compagno Eddie Irvine. Due anni più tardi per Schumacher e Irvine fu doppietta mentre nel 2001 Michael ottenne il suo quinto successo nel Principato, eguagliando Graham Hill e portandosi ad una sola lunghezza dal recordman di Monaco, Ayrton Senna.

Sebastian. Nel 2017 Sebastian Vettel e Kimi Räikkönen monopolizzarono la prima fila, dominando anche la corsa. A spuntarla fu Sebastian che precedette Kimi di poco più di tre secondi. Per il tedesco era il secondo successo personale nelle stradine del Principato.

Charles. Proprio al primo Gran Premio di Monaco della storia della Formula 1 è rimasto a lungo legato l’unico podio mai ottenuto da un pilota monegasco. Si trattava di Louis Chiron, terzo con la Maserati nel 1950, un risultato eguagliato da Charles Leclerc in Bahrain quest’anno e che il pilota della SF90 numero 16 vorrebbe tanto migliorare davanti ai suoi concittadini.

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