Numeri da record per il CIR Auto Storiche al Rally Campagnolo

30 Maggio 2019

l Campionato Italiano Rally Auto Storiche inverte la rotta e torna a nord per il IV round stagionale nel 15° Rally Storico Campagnolo. La gara organizzata da Rally Club Team radunerà ad Isola Vicentina i migliori interpreti della massima serie per venerdì 31 maggio e sabato 1 giugno. Si prospetta un intenso week end di rally, con partenza e PS1 nella prima serata e la corsa concentrata nella seconda giornata. Saranno 9 piesse totali in un percorso complessivo di 318,76 km. La tappa vicentina vuole confermarsi subito come una delle più attese del calendario e trova le prime risposte già con l’elenco iscritti.

Numeri da record | Saranno 200 le vetture partenti, suddivise tra Rally Storico, Regolarità Sport e a Media. Molti gli specialisti dell’asfalto in corsa per il CIRAS affiancati nuovamente dalle validità per il Trofeo A112 Abarth – Yokohama, la Michelin Historic Rally Cup e il Memory Fornaca, oltre alla novità del TRZ (2a Zona) per un totale di 130 storiche soltanto per il Rally.

Non poteva mancare alla chiamata della gara di casa il leader del tricolore storico “Lucky”. Dopo il week end pazzesco vissuto nell’Europeo, il n°1 del 4° Raggruppamento è pronto a rimettersi al volante della sua Lancia Delta Integrale Gruppo A, insieme a Fabrizia Pons, per cercare il suo terzo sigillo consecutivo nel Campagnolo. Sulla sua strada troverà nuovamente i rivali più accreditati. Forte della vittoria nella sua Targa Florio, Salvatore “Totò” Riolo vuole imporsi anche “in trasferta”. Ad un 1 solo punto di distacco da “Lucky”, il siciliano cercherà la terza vittoria in Campionato con la Subaru Legacy, insieme a Gianfranco Rappa, per puntare la vetta nell’assoluta e nel “quarto”. Attenzione anche a Lucio Da Zanche. Il driver di Bormio detiene il primato nell’Albo d’Oro del Rally Campagnolo e punterà la quinta vittoria proprio con Corrado Ughetti, navigatore già nel successo del 2009, a bordo della 911 SC di Gruppo B. Occhi puntati nel 4° Raggruppamento anche sul giovane Alberto Battistolli, che vuole mettersi ancora in evidenza sulla potente Delta 037 con Luigi Cazzaro. Ci saranno anche protagonisti del “quarto” come il veronese Nicola Patuzzo su Sierra, il biellese Edoardo Valente sempre con la Legacy e il pilota di Schio Riccardo Bianco che rientra dal Sanremo su altra Ford Sierra Cosworth. Anche molti altri giocheranno in casa, come i piloti della famiglia Costenaro al completo. Temibile soprattutto il pilota del CIR Terra Giacomo su Sierra, nel “quarto” anche il fratello Giovanni su altra 037, mentre correrà per il 2° papà Giorgio sulla Lancia Stratos.

Rientra in Campionato l’alfiere della vicentina Scuderia Palladio Historic Alberto Salvini. Il toscano vorrà ripetere i recenti successi nel 2° raggruppamento [2016 e 2018] sulle strade della provincia veneta, sempre sulla Porsche 911 RS insieme a Davide Tagliaferri. Torna in corsa dopo l’ottima prestazione in Liguria il biellese Davide Negri, con Roberto Coppa anche lui su 911. Vorrà dire la sua anche l’attuale leader del “secondo” Marco Bertinotti su 911 come Marco Superti, alla seconda in Campionato, stavolta affiancato da Harshana Ratnayake. Quindi Dino Vicario per confermarsi tra le Gruppo 2 sulla Ford Escort RS.

Interessante anche la battaglia per il 3° Raggruppamento, dove l’attuale capolista di Gruppo 4 Roberto Rimoldi, navigato da Roberto Consiglio, sarà chiamato nuovamente al duello tra Porsche 911 SC con il siciliano Angelo Lombardo, reduce dal sofferto ritiro nella Targa. In cerca di riscatto come “Zippo” con la Audi Quattro.

Duello che si rinnova anche per quanto riguarda il 1° Raggruppamento, tra l’attuale leader Nello Parisi e Marco Dell’Acqua entrambi alla guida di Porsche 911 S.

Tornano ad affiancare il CIR Auto Storiche le scattanti Autobianchi protagoniste del Trofeo A112 Abarth Yokohama. La serie ufficiale ACI propone 29 vetture allo start, tra le quali svettano Orazio Droandi e Fabio Matini, in testa alla speciale classifica, oltre ai vincitori nel primo round al Vallate Aretine Raffaele Scalabrin e Giulia Paganoni.

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